La questione ambientale tra l’interminabile confronto di opinioni e l’imbarazzante eccesso di pragmatismo
Febbraio 25, 2008 di Redazione
Soldi.
Soldi e Salute.
Alle persone care di solito si augura questo, cardini fondamentali del viver bene contemporaneo, pare.
Difficile apprezzare i propri agi economici se è incerta la salute e la visione della vita giorno per giorno. Sicuramente qualche possibilità economica in più contribuisce alla precedente causa traducendosi in controlli periodici, medicinali e interventi, ma anche qui è questione di equilibrio per cercare la giusta combinazione, il giusto compromesso che si è disposti ad accettare.
Finché si tratta di gestire la propria salute è semplice trovare un accordo, se bisogna farlo si fa. Il difficile viene con la spesa collettiva per salvaguardare il luogo in cui si consumano le nostre relazione sociali: lavoro, scuola, università, divertimento.
Lo stolto di turno usualmente esordisce in questi momenti critici con “la soluzione ideale è nel mezzo!” senza appurare nemmeno se esistono proposte.
Per valutare qualcosa è necessario avere sul tavolo varie soluzioni, classificarle a seconda del ritorno dell’investimento, stimando adeguatamente tutte le esternalità nel contesto socio-economico di riferimento.
Equilibrio
E’ facile inorridire osservando l’evidente stato di degrado e scarsa igiene delle favelas brasiliane, eppure poco meno di un secolo fa era cosa rara trovare un bagno dentro le case romagnole. Gli spazi erano ampi, il vicinato non era poi così vicino. I rifiuti prodotti dalle famiglie confluivano spesso nel mucchio del letame con lo sterco animale. Il tutto veniva poi utilizzato come concime naturale nei campi e l’agricoltura restituiva gli alimenti, pronti per rientrare nel ciclo produttivo.
Da questo nostro passato non troppo lontano è evidente che le cose siano cambiate, bisogna capire se l’equilibrio dettato a livello sociale, il “giusto”, sia vicino alla sostenibilità ambientale.
L’urbanizzazione non ha eliminato il ciclo precedente, lo ha solo allontanato dalla nostra vista. I rifiuti organici sono finiti nelle fognature, la produzione del concime è stata demandata principalmente all’industria, i prodotti dell’agricoltura sono diventati oggetti pret-a-porter, splendidi e pronti all’uso.
Questa lunga e tediosa premessa voleva portare il lettore a ciò che è sotto gli occhi di tutti in questi mesi. La situazione ambientale di questa nazione compromessa dall’inquinamento esistente con uno sguardo alla situazione locale.
Acqua
Paghereste ora per l’aria che respirate? Certo che no.
Nemmeno un secolo fa qualcuno avrebbe pagato per bere dell’acqua. C’erano fontane pubbliche e salvo casi particolari era sempre potabile. Ora esiste il mercato delle acque minerali e gli acquedotti sono gestiti, in misura crescente, da aziende ex-municipalizzate che dovrebbero concorrere in un mercato in libero, ma di fatto sono e restano monopoli.
L’attenzione sulla questione acqua a livello locale ha ricevuto recentemente attenzione in seguito al comunicato stampa di Stefano Angeli, consigliere comunale del Gruppo delle Libertà:
La notizia che i Cesenati dovranno aspettare il 2011 per bere un’acqua decente è già di per se una pessima notizia, ma la pervicacia di Romagna Acque nel puntare tutto sui depuratori d’acqua di falda è senz’altro quella peggiore per il cittadino contribuente.
Il progetto da 9 milioni di euro del nuovo depuratore d’acqua di pozzo per il cesenate è infatti una minaccia sia per la qualità del prodotto, che resterà comunque scarsa, che per le tasche dei cesenati che vedranno lievitare i costi e quindi le bollette a dismisura. Per stessa ammissione dei dirigenti della società, intervistati dal Resto del Carlino, l’uso di acqua di provenienza appenninica, come quella di Ridracoli, darebbe un prodotto migliore a costi più bassi, perciò loro scelgono di fare l’esatto opposto spendendo una montagna di soldi in depuratori di acqua di falda.
I depuratori infatti costano molto, hanno costi di gestione esorbitanti e producono comunque acqua di scarsa qualità. Inesatta poi è l’affermazione che tali costi non vadano in bolletta, tutti i costi di investimento e di gestione vanno in bolletta per legge e nelle nostre bollette andrà anche il costo del mega potabilizzatore in progetto a Ravenna da 60 milioni di Euro.
Occorre che la popolazione locale si opponga a questa insensata impostazione nella gestione dell’acqua o ne pagherà care le conseguenze.
Rifiuti
La nazione intera è rimasta basita difronte all’emergenza rifiuti campana, situazione che non ha ancora trovato alcuna soluzione. La percezione del problema è forte e la partecipazione del “monnezza day” di Napoli è significativa.
Una vergogna localizzata che ricade inevitabilmente anche sul resto del paese - imposizione o senso civico che sia, “spalmata” dal governo uscente con carichi di immondizia in movimento.
Emerge poi un nuovo aspetto oltre alla gestione della raccolta dei rifiuti, quella della raccolta differenziata, perché differenziare può comportare recupero di determinati materiali, un’ulteriore riduzione dell’inquinamento con un recupero dei precedenti costi.
La differenziazione è possibile in vari modi. Si può fare con una molteplicità di cassonetti adatti, quelli che tutti conoscono in città, oppure valutare nuove soluzioni alternative che in altre realtà hanno già garantito ottimi risultati.
A livello locale esiste il MIZ (Movimento Impatto Zero) che prende in considerazione la raccolta porta-a-porta per migliorare la differenziazione dei rifiuti. Casi concreti che si possono considerare per procedere ad una prima sperimentazione.
Conclusioni
L’amministrazione cittadina ha il diritto di prendere le proprie decisioni, ma non può esimersi dal confronto e dalla valutazione di soluzioni differenti per gestire le cose. Può definire i tempi per non cadere nel turbine dell’interminabile concertazione, ma il dialogo con la cittadinanza è imprescindibile.
Se queste soluzioni sono valide, con dati e casi concreti positivi, attivare fasi di sperimentazione - se possibile - è doveroso. Questo è il giusto comportamento etico che deve seguire un rappresentante politico locale, gestire le decisioni con le proprie capacità e non agire come funzionari di partito aspettando i dictat dall’alto. Sarebbe il peggior tradimento ai propri elettori.
La questione ambientale è una cosa importante perché ricade direttamente sulla salute dei cittadini. In nessun caso può essere gestita in maniera sommaria.
Riferimenti:












Quando le ragioni d’ufficio superano l’intelligenza è dura risalire la china della montagna. Ci auguriamo tutti una maggiore chiarezza delle intenzioni e l’inizio di fasi di sperimentazione del PaP.
In questa città se uno si distrae un attimo c’è subito qualcuno pronto a rifilare la fregatura
[...] risultano sempre inique rispetto agli altri paesi dell’Unione Europea. Possibili soluzioni ecosostenibili sono le agroenergie e le energie da fonti [...]
[...] 5, 2008 di Redazione La questione ambientale riguarda tutti. Si era già fatto un richiamo al dialogo sulle possibili sperimentazione ed eravamo ritornati su temi vicini parlando di agroenergie ed energie da fonti rinnovabili con [...]
[...] tematiche che ricorre spesso su questo blog. Sono stati molteplici gli appelli per incentivare il dialogo costruttivo tra i rappresentanti politici locali, molteplici le occasioni per riportare l’attenzione del [...]
[...] in fatto di governo cittadino e difesa della legalità. Se ritorna sui suoi passi anche per la questione ambientale, magari riconsiderando in maniera opportuna il porta-a-porta in consiglio comunale, avrà un posto [...]