Uno scrittore e le sue musiche
Febbraio 26, 2008 di Redazione
In una delle pagine di questo blog c’è una citazione. E’ la traduzione di un intervetto fatto da Roy Peter Clark (Writing Tools) e tradotto da Luisa Caradda:
Questa frase ha cinque parole. Ecco qua altre cinque parole. Le frasi di cinque parole sono piacevoli. Ma se troppe diventano monotone. Ascolta che succede alle frasi. Il testo sta diventando piuttosto monotono. E’ un suono che annoia. E’ come un disco rotto. L’orecchio chiede un po’ di varieta’. Ora ascolta. Provo a cambiare la lunghezza delle frasi, per creare musica. Musica. Il testo canta. Prende ritmo, diventa una cantilena, un’armonia. Scrivo frasi brevi, scrivo frasi di media lunghezza. E qualche volta, quando sono certo che il lettore e’ tranquillo, lo trascino con una frase lunghissima, una frase che brucia di energia e si alza in un impeto di crescendo, un rullo di tamburi, un fragore di cembali - suoni che dicono “ascoltami!” -, l’importante è questo. Quindi scrivi la giusta combinazione di frasi corte, medie e lunghe. Crea un suono che accarezzi l’orecchio di chi legge. Non scrivere solo parole, scrivi musica.
Citazione perfetta per introdurre la rassegna (già iniziata) al Teatro Bonci dal nome “Uno scrittore e le sue musiche”:
- domenica 9 marzo ci sarà la terza serata, dedicata al regista Andrej Tarkovskij. Si potranno ascoltare poesie inedite lette dal figlio, Andrej Andreevic, accompagnate da spezzoni di alcuni suoi film;
- martedì 22 aprile ci sarà l’ultimo appuntamento. Valentino Corvino e il gruppo dei C-Project eseguiranno dal vivo musiche composte per accompagnare il testo e l’interpretazione sul palcoscenico del giornalista Marco Travaglio.










