Gianmaria Zanotti, il punto di vista di un fotoreporter
Febbraio 28, 2008 di Redazione
La nostra città vive di immagini e ricordi. Attraverso questi elementi visivi la cittadinanza può ricordare il passato, valutare il presente e guardare avanti. Tra i professionisti del settore c’è sicuramente Gianmaria Zanotti, fotoreporter.

Chi è Gianmaria Zanotti?
La mia carriera di fotografo professionista inizia pressappoco nel 1998 mentre ancora frequentavo la Facoltà di Architettura di Firenze. La fotografia, già mi portava via parecchie ora al giorno proprio per gli studi. Scattavo centinaia di foto di particolari costruttivi e rilievi di aree, tutte foto orribili che vorrei far sparire. Allora c’era la pellicola, ma già sentivo che mi mancava qualche cosa.
Quando ormai mi avviavo a diventare un fuori corso cronico con alle spalle 21 esami su 30 e una media voto di tutto rispetto (27 e spiccioli) mi veniva offerta la possibilità di diventare fotografo, possibilità che ho accolto buttando nella disperazione i miei genitori. Sono tuttora iscritto alla Facoltà di Architettura di Cesena di cui non conosco nemmeno come è fatto l’ingresso. Chiusa parentesi. Per anni ho cercato di imparare un mestiere difficilissimo, il reportage con Vittorio Calbucci, storico fotografo del Carlino, e le tecniche di still-life e fotografia in studio con Mauro Domenichini. Di quei 3 anni ricordo solo le brutture e le strigliate (fraterne) che mi facevano.
Ad un tratto la svolta, il digitale e la cronaca dove lavoro come fotoreporter dal 2001. Ho lavorato per due redazioni, la Voce di Romagna e da 3 anni sono al Corriere di Romagna. Il digitale finalmente ha liberato davvero la creatività nella fotografia, ora lo scatto viene curato dal fotografo anche nella post-produzione, cosa prima riservata allo stampatore o comunque ai fotografi con molto tempo libero. Passo parecchio tempo a sperimentare post-produzioni sempre diverse, ma non troppo devastanti o spinte, la semplicità prima di tutto. Servono anni di lavoro per imparare l’importanza della luce in ripresa e poterla gestire al meglio per riprodurre quella che si trova in natura. Da questo punto in poi arriva il difficile e il bello di questo mestiere.
Quali soddisfazioni e quali insidie riserva la professione del fotoreporter?
Questa è una domanda complessa. Mi verrebbe da dire che non lo so nemmeno io. Come direbbero i Monty Pyton… almeno si soffre all’aria aperta! Scherzi a parte, oltre a conoscere continuamente nuove persone si ha l’opportunità di far vedere ai lettori dei nostri giornali gli eventi che succedono attraverso i nostri occhi, poi c’è il confronto con i colleghi, vedere loro come rendono la stessa notizia, vedere che ogni tanto io son più bravo e a volte invece che gli altri hanno un’idea migliore. Poi c’è il fatto che parecchie volte si hanno dei picchi di adrenalina notevoli, sensazioni alle quali alle volte si fa fatica a rinunciare, nel bene o nel male.
Ci sono sfide continue come fotografare lo sport ad alto livello, vedere personaggi famosi da vicino e rendersi conto dei loro pregi e difetti. Fotografare artisti mi piace moltissimo! Esistono anche aspetti negativi, come alzarsi la notte fonda per gravi incidenti, passare la notte sulla strada insieme alle forze dell’ordine. Cercare di fare il proprio lavoro tra mille difficoltà, cercare notizie, ricostruire i fatti senza sbagliare! Si viene spesso a contatto con il dolore altrui, lo si vede da molto vicino, si percepisce la disperazione e l’angoscia. Una delle cose alla quale non ci si abitua mai è andare a casa di vittime di disgrazie per raccogliere dati e notizie. A volte si viene cacciati in malo modo, a volte ti ritrovi a fare coraggio ad una madre disperata. Capita anche questo.
Se ognuno di noi vedesse cosa è costretta a subire una famiglia per un incidente mortale, ci sarebbe più consapevolezza e rispetto per la vita. Poi segue l’aspetto più duro, le risse e le minacce da parte di tifosi. A volte mi piacerebbe lavorare con un passamontagna che mi copre il viso.
Che cosa rimpiange del passato e dove si vede tra 10 anni?
Del passato non rimpiango nulla, non è da me! Si cerca di vivere la vita facendo di tutto per essere sereni senza dare troppo fastidio agli altri. Per quanto riguarda il futuro, meglio non pensarci, questo lavoro sta decadendo sempre di più. E’ sempre meno pagato, il mondo è pieno di pseudo-fotografi che lavorano gratis pur di fare le foto, ma il problema non è questo, il problema è nella committenza, che non è più in grado di vedere la qualità del lavoro e si accontenta. Pazienza.
Cesena: 3 pregi e 3 difetti di questa città.
Premetto che Cesena fa parte di questa società malata e ne coglie tutti i difetti che comporta. Una società che guarda al denaro, all’apparire, che rende un idolo Corona e che dimentica i veri eroi. Una società che ci propina il Grande Fratello per oscurarci le menti.
Difetti:
- lo squallore che dilaga tra i giovani. Nelle scuole, negli stadi, nelle strade. Allo stadio di Savignano hanno dovuto cacciare i sostenitori della savignanese (ragazzini di 15-17 anni) perché nei loro cori c’erano volgarità e violenza come in quelli dei loro fratelli maggiori di Cesena (Rimini, Ravenna e qualsiasi altro stadio d’Italia).
- Ha mai provato a iscrivere suo figlio al nido?
- La maleducazione e la sporcizia e il poco senso civico di alcuni stranieri che sono venuti ad abitare il nostro centro.
Pregi:
- la secante: almeno ora quando devo correre non ci metto più mezz’ora ad attraversare la città!
- se qualcuno ha bisogno di un po’ di sale può ancora chiederlo al vicino!
- avere colleghi della carta stampata con i quali è possibile lavorare bene senza sgomitare, sana competizione e qualche sfottò.












interessante questo giovane uomo!
Che stile Il MIO AMICO GIMMI!!!
Grande Uomo
Bless
M.
bella l’intervista a Gimmi
Sicuramente da questa intervista si percepisce una delle tante qualità di Gimmi: l’umiltà.
Ho sempre pensato che ciò che fa grande un fotografo fosse la capacità di carpire l’essenza della cosa o della persona che sta immortalando, ma devo dire che questa predisposizione d’animo se non è accompagnata di pari passo da quella virtù, che è appunto l’umiltà, non è vera e piena. Non permette appunto la crescita.
In ambito lavorativo così come in quello artistico (perchè tutti i suoi ritratti hanno quel qualcosa in più che li rende Istanti Incorniciati) Gimmi si pone come colui che ha sempre qualcosa da imparare ed è questo che rende unici i suoi lavori.
Cribbio proprio una bella intervista!
Complimentssss!
un saluto… e che dire, son contento che collabori anche con noi!
Bellissima la foto iniziale! :o)
ti vedo sempre allo stadio!
Grazie a tutti, anche ad andrea B.
Fra sei troppo gentile come veronika e piero
[...] Inaugurazione del parco pubblico “Verdi” in centro città. Foto: Gianmaria Zanotti. [...]
3. La maleducazione e la sporcizia e il poco senso civico di alcuni stranieri che sono venuti ad abitare il nostro centro.
perchè i cesenati non buttano le cartacce per la strada?? il bar vicino a me raccoglie il vetro a parte e poi lo versa nell’indifferenziato senza nemmeno metterlo nel sacco..
purtroppo il lavoro che viene fatto tutti i giorni da molti concittadini per la raccolta differenziata e tutta la volontà che altri cittadini mettono portando alcuni rifiuti nell’isola ecologica viene vanificato dai soliti 4 coglioni.. cesenati, forlivesi o da qualsiasi parte essi vengano..
mi riferisco personalmente ad un extracomunitario che buttando a terra tutta la pubblicità in sei cassette delle lettere tirando fuori la propria posta l’ha lasciata li… a terra, io gliel’ho fatto notare e lui mi ha detto: che cazzo vuoi?
sempre meglio non generalizzare gianmaria.. conosco moltissimi italiani (e queste certo non va a giustificare gli altri) che si comportano nella medesima maniera.. basta girare qualche notte d’estate nelle nostre campagne per vedere quanti falò “sospetti” vengono appiccati..
SEI UN GRANDE GIMMI!!!!!!!!!!I TUOI VICINI DI CASA