Paolo Foschi e la ricerca nel contesto matematico-finanziario
Marzo 12, 2008 di Redazione
Uno dei contesti di ricerca che ha attirato parecchia attenzione negli ultimi anni è quello matematico-finanziario. La possibilità di prevedere l’andamento dei mercati e la grande disponibilità di potenza di calcolo computazionale hanno giocato un ruolo decisivo. In questa direzione, un cesenate si è distinto per le proprie ricerche: Paolo Foschi.

Chi è Paolo Foschi?
Sono un collaboratore dell’Università di Bologna, più precisamente collaboro con la Facoltà di Economia di Forlì e con il Dip. di Matematica a Bologna. Mi occupo di finanza e statistica computazionale, in altri termini risolvere attraverso l’uso dei calcolatori (computer) quei problemi che i matematici finanziari e gli statistici non riescono a risolvere con carta e penna.
Per capirci, faccio cose simili a ciò che fà Alfio Quarteroni per far vincere il team di Alinghi, ma stimando modelli finanziari e statistici. Al momento gran parte delle mie ricerche si concentrano sui famigerati Derivati Finanziari.
Parlare di carriera può sembrare inusuale perché la mia non è ancora iniziata, essendo stato fino a pochi mesi fa precario ed ora non-occupato. Beh, ho iniziato questa vita nel dicembre 1998, quando per caso ho vinto una borsa per fare un dottorato di ricerca presso l’Università di Neuchatel in Svizzera. Poi, nel vincoli famigliari mi hanno riportato in Italia, dove sono stato mantenuto dall’Università di Bologna attraverso assegni di ricerca.

In questi anni ho cercato di svolgere dignitosamente il mio lavoro, riuscendo a pubblicare una decina di articoli su riviste scientifiche internazionali ed a partecipare attivamente all’organizzazione di convegni e workshop, sempre internazionali, nei campi della statistica e della finanza computazionale.
Mi ritengo fortunato per avere avuto ottimi collaboratori, sia i membri del mio gruppo di ricerca a Neuchatel guidato da Erricos, che quelli al Dip. di Matematica (ndr: Matecofin) sono sia instancabili lavoratori che ottimi ricercatori. Ci tengo a
sottolineare che la ricerca non si fa da soli, ma in gruppo.
Quali sono le prospettive della Ricerca italiana e quali consigli si riserva di dare ai ragazzi che valutano questa strada?
In Italia quel poco di ricerca che c’è viene fatta nelle Università, che però negli ultimi anni sono state principalmente agenzie didattiche. Per fortuna nelle Università ci sono molti ricercatori che lavorano di notte pur di produrre qualcosa. Un episodio, un docente inglese incontrato ad una conferenza si lamentava del fatto che gli avevano aumentato le ore di didattica frontale a 30.
Per il futuro sono ottimista, le cose non possono andare avanti così. Ci sono due fattori che determineranno un cambiamento:
- vista l’anzianità dei docenti ci sarà un grosso numero di pensionamenti nei prossimi anni;
- i finanziamenti per la ricerca arriveranno sempre in maggior misura dall’Unione Europea dove le Lobby nazionali contano poco.
Passiamo ai consigli. Andare all’estero, cercare di lavorare insieme a persone che sanno fare ricerca. Nella ricerca scientifica se non si è in grado di confrontarsi con ricercatori stranieri, non si vale niente. Infine mettere in conto di non tornare prima di 15 anni.
Se invece si vuole rientrare prima, la strada è semplice e ben delineata: dottorato in Italia e se le cose van bene carriera in Italia. Dopo la Laurea a me fu dato il seguente consiglio: trovati un buon “Sponsor”.
Che cosa rimpiange del passato e dove si vede tra 10 anni?
Non aver cercato uno “Sponsor”…
No, scherzo.
Rimpiango solo di aver interrotto gli studi di pianoforte. Fra dieci anni mi vedo - come oggi - a dirmi “domani inizio a studiare un po’ di Jazz”.
Cesena: 3 pregi e 3 difetti di questa città.
Pregi:
- è la mia città;
- vicina al mare, ai monti e alla campagna;
- si vive molto bene.
Difetti:
- si vive troppo bene;
- costosa;
- …passo.











“Si vive troppo bene.”
In effetti può esser visto come un pregio e un difetto. E’ dura abbandonare questa città anche quando non ha nulla da offrire: ricordi sono ricordi, gli affetti sono colonne portanti.
Ho seguito alcune sue lezioni e devo dire che sono dispiaciuta di aver letto come vanno veramente le cose. Il dott. Foschi è un bravo e abile docente e questo paese ha bisogno di persone come lui.