Cinzia Viroli, l’Analisi dei dati al servizio della ricerca
Marzo 27, 2008 di Redazione
Le Università sul territorio regionale rappresentano un’opportunità per i giovani, sia dal punto di vista della formazione sia come luogo dove approfondire determinati temi di ricerca come professione. In questo scenario spesso criticato un caso positivo: Cinzia Viroli, ricercatrice in Scienze Statistiche presso l’Università di Bologna.

Chi è Cinzia Viroli?
Sono una cesenate, amante e orgogliosa delle proprie origini, che per motivi di lavoro è costretta a vivere in quel di Bologna. Sono partita da Pioppa, piccola frazione di Cesena al confine con Ravenna, ormai 14 anni fa per affrontare, un poco impaurita e spaesata, l’esperienza universitaria.
Il mio sogno era fare statistica e alla Facoltà di Scienze Statistiche mi sono iscritta, convinta di potercela e dovercela fare in 4 anni. Ero carica di aspettative ma non mi aspettavo certo di proseguire i miei studi con un dottorato e poi con un assegno di ricerca. E così mi sono ritrovata a provare l’esperienza di fare ricerca in università e di questo lavoro mi sono pian piano innamorata. Sono stata molto fortunata ad incontrare alcuni professori che hanno creduto in me e nelle mie capacità e di vincere due anni fa un concorso da ricercatore. Ora ho un lavoro a tempo indeterminato che affronto con entusiasmo ogni giorno (…compreso il lunedi!!).
Vorrei aprire una piccola parentesi: nei media si parla sempre in negativo del sistema universitario contraddistinto da concorsi truffati, professori-baroni e fughe di cervelli… nella realtà che ho vissuto io queste cose non ci sono. Ho vinto con sudore il posto del dottorato e poi ho vissuto alcuni anni di precariato. Il precariato è durissimo soprattutto da un punto di vista psicologico!
Avrei dovuto sposare il figlio di Berlusconi? No grazie, ho sopportato con dignità il mio periodo di precariato e ho continuato a lavorare sodo. Per fortuna il concorso da ricercatore è arrivato. Vi assicuro che 14 anni fa partendo dalle campagne di Cesena non mi sarei certo aspettata di fare questa bella fine.
Qual è il ruolo della Statistica nella società moderna?
La Statistica, piccola illustre sconosciuta, svolge in realtà un ruolo fondamentale nella società moderna supportata sempre più da sistemi informativi complessi. Viviamo nell’era dell’informazione e in questa nuova era il ruolo della statistica è quello di fornire metodi e strumenti che danno risposte quantitative e oggettive alle domande della scienza e della vita quotidiana. La statistica risponde alle necessità della ricerca e della società di descrivere e di dominare la variabilità dei fenomeni in un mondo in cui il probabile predomina rispetto al certo.
La statistica è alla base delle previsioni economiche, dei sondaggi d’opinione, della sperimentazione dei farmaci, degli studi sulle popolazioni umane, delle analisi dei mercati finanziari, ma anche della moderna ricerca sui profili di espressione dei geni, sulle previsioni meteorologiche, sui mutamenti climatici e non solo. La statistica è diventata strumento irrinunciabile nell’analisi di mercato, nella psicometria, nei processi di controllo e di valutazione della qualità dei prodotti e dei servizi, nell’epidemiologia e nella sperimentazione clinica.
Le tanto derise tabelle, troppo spesso confuse con la statistica, rappresentano solo un aspetto marginale e poco interessante del lavoro dello statistico che, più spesso è chiamato a costruire modelli, a valutarne la coerenza con i fenomeni e a estendere al di là di ciò che osserva le informazioni desunte dai dati.
Che cosa rimpiange del passato e dove si vede tra 10 anni?
Per fortuna rimpiango poco del passato. Rifarei tutto ciò che ho fatto, compresa la fatica nell’arrivare dove sono arrivata. Forse crederei più in me stessa senza cercare quotidianamente l’approvazione degli altri. Dove mi vedo fra 10 anni? Costruisco spesso modelli statistici per adattarli alla realtà al fine di fare previsioni. Non l’ho ancora fatto su me stessa… ma mi piacerebbe continuare a fare cio’ che faccio senza mai staccare con le mie origini cesenati che continuo ad alimentare scappando dalla realtà bolognese ogni weekend.
Cesena: 3 pregi e 3 difetti di questa città.
Difetti:
- un difetto, che è anche un pregio: è una città piccola;
- è poco dinamica culturalmente anche se negli ultimi anni si è risvegliata un po’
- amo Cesena ma qualche volta tirerei le orecchie ai cesenati perché si fa sempre tutti la stessa cosa. Se va di moda un ristorante sono tutti fuori a fare la fila di fronte a questo ristorante, se va di moda un bar tutti in quel bar… ragazzi tutti non ci stiamo!
Pregi:
- piccola, carina e vivibilissima;
- gente vera, onesta, genuina e spontanea… vi assicuro che non è ovunque cosi. Uno se ne accorge solo quando se ne va!
- le tradizioni e in primis quelle culinarie.










